Il prefiltro è probabilmente il prodotto in cui la scelta della tecnologia di piega pesa più che altrove, perché qui i materiali da lavorare cambiano molto da cliente a cliente: sintetico leggero G3/G4 da 100 a 300 g/m2, ma anche multistrato a 2-3 componenti con rete metallica o plastica accoppiata, dove il materiale diventa più rigido e meno indulgente sugli errori di settaggio. SPM mette in linea tre tecnologie alternative – piegatrici a lame (91XPL/91XSPL, fino a 300 pieghe al minuto), piegatrici a rulli a stella (91XPRS, stessa cadenza) e piegatrici a cilindri (91XFPC, 200 pieghe al minuto) – e la scelta tra le tre dipende esclusivamente da cosa il cliente deve effettivamente plissettare.
A valle della piega, la linea prosegue con l’incolla-bandelle automatica (90XSB, fino a 600 pieghe al minuto, disponibile anche in versione senza viti per cambi formato più rapidi) oppure, per produzioni più contenute, con la CR150 o la 95XCUT-HM che integra taglio e incollaggio in un solo passaggio a circa 5 pezzi al minuto. Il range dimensionale coperto va da 150 a 1200mm di larghezza tessuto, con passo piega regolabile tra 5 e 30mm.
Per applicazioni dove serve un’altezza di piega superiore alla norma, oltre i 150mm e fino a 300mm, la piegatrice a cilindri 91XFPC è l’unica configurazione SPM in grado di raggiungere quella quota: una caratteristica da considerare già in fase di scelta della linea se il prefiltro finale dovrà avere quel profilo.
Il prefiltro lavora come primo stadio in impianti HVAC civili e industriali, cabine di verniciatura e protezione di macchinari, ma la decisione tecnica più rilevante per chi deve produrlo riguarda la linea a monte, non il filtro finito.