Nei filtri a pannello a cella la scelta del separatore, hot-melt o alluminio, non è solo una questione di costo: cambia il processo produttivo a monte. Con i separatori hot-melt, la linea SPM applica le righe di colla tramite cinghie superiori e inferiori, eventualmente abbinate a strisce di cartoncino per irrigidire il pannello; è la soluzione più rapida. Con i separatori in alluminio, il foglio metallico viene invece plissettato insieme al tessuto filtrante sulla piegatrice a lame servoazionata 91XSPL, ed è la scelta obbligata per applicazioni ad alta temperatura dove l’hot-melt non terrebbe.
La criticità del primo processo è l’uniformità del deposito di colla lungo tutta la larghezza del pannello: una variazione di temperatura anche minima cambia la viscosità della colla e quindi la qualità della riga depositata. Le cinghie di applicazione SPM integrano un controllo di temperatura a raffreddamento liquido con tolleranza di +-1 grado C, mantenendo costante il deposito anche su turni lunghi e cambi di lotto frequenti.
Il range dimensionale gestito va da pannelli 100x100mm fino a 600x600mm, con altezza di piega regolabile da 0 a 300mm e passo piega tra 5 e 30mm: una flessibilità che permette di servire sia i piccoli formati per applicazioni residenziali sia i pannelli di grande superficie per centrali di trattamento aria industriali, senza cambiare la logica di linea, solo i parametri di settaggio.
Il pannello a cella resta il filtro più diffuso nelle centrali di trattamento aria di uffici, ospedali, data center e stabilimenti farmaceutici, proprio per la sua versatilità dimensionale.